lunedì 3 giugno 2019

Da attore ad attore: i dietro le quinte di un artista

Matteo Cippitelli nei panni di Sherlock Holmes

Tutti quanti, chi direttamente, chi pagando un biglietto, sono venuti a contatto con l’intricato e passionale mondo del teatro. Adattarsi di continuo non è semplice per tutti, sapersi adattare e mantenere uno stile di base è ancora più difficile. 
Non voglio però star qui ad ammorbarvi con questo discorso, o almeno, non oggi. Ho intervistato un mio carissimo amico e compagno fidato di teatro al laboratorio Carpe Diem, che la prof.ssa Petrucci tiene nella sua omonima associazione: Matteo Cippitelli della classe 3°D della nostra scuola che ha rilasciato un’intervista sul suo modo di vivere il teatro.
Matteo, ha partecipato nella nostra scuola allo spettacolo "Viaggio nella memoria", al termine del laboratorio teatrale per le classi terze tenuto dalla prof.ssa Petrucci, e al corto sul bullismo, nell'ambito del progetto "Together we can: stop bullying". Entrambi con grande consenso del pubblico. 

Dimmi Matteo, quando sei venuto a contatto con il mondo del teatro?                                                     
Secondo me tutti nella loro vita recitano, ma se parliamo di un contatto laboratoriale l’ho avuto alle elementari con le famigerate recite, che però risultavano banali e quasi grottesche. Pratico l’attività da 4 anni, considerati i 2 anni di laboratorio teatrale Carpe Diem dove mi trovo bene. Vado fiero dei miei spettacoli con la Capitana (il nostro ‘boss’), considerata la reazione entusiastica del pubblico, specialmente dei miei genitori che mi hanno visto maturare.

Da dove nasce questa passione così intensa?                                                                                                     
La passione nasce dal fascino che hanno su di me le altre arti: musica, cinema, scrittura… anche se a volte non riesco a viverle a pieno perché non mi lascio molto andare all’emotività. Quello che mi ha spinto a recitare è una necessità che ho. Secondo me tutti hanno il desiderio di diventare qualcuno, e io ho cavalcato l’onda che spero mi porti lontano.

Cosa provi quando reciti?                                                                                                                            
Quando recito non ho un’emozione fissa…dipende tutto dal personaggio e dalla sensibilità soggettiva. Non sono particolarmente emotivo, anzi, a volte risulto anche abbastanza cinico, ma per me l’emotività è un’arma a doppio taglio. Se si resta inebriati dai propri sentimenti si perde lucidità e nelle relazioni sociali si decade nell’illusione. Per me il teatro è raccontarsi. Anche solo l’odore di quando si entra in un teatro racconta una storia. Il sedersi tra le sedie, guardare fisso quel palco e immaginarsi lì è impressionante. Quei 30 minuti prima del debutto, li vivo perennemente nel panico più totale al punto che anche dopo svariati tentativi di limitazione mi sento esplodere. È come quando spingi una palla sul fondo della piscina e poi torna su 10 volte più velocemente. Sembrerò pazzo, ma di questo non cambierei nulla e vorrei riviverle tutti i giorni quelle sensazioni.

Il tuo personaggio più stuzzicante?                                                                                                                     
Il personaggio più stuzzicante? Beh… io mi rispecchio in quasi tutto ciò che abbiamo fatto a teatro. Ho messo molto di me stesso in una scena piuttosto macabra e espressiva che abbiamo fatto appunto io e te assieme sull’ossessione. Il gotico mi rispecchia e lo apprezzo; per me ogni personaggio che interpreto lascia in me qualcosa di speciale che muta una parte del mio modo di vivere, di essere e soprattutto di recitare.

Come in tutte le attività di gruppo, c'è sempre un twist comico ogni tanto... ne ricordi qualcuno?          
Sì, ho vissuto molti momenti divertenti, soprattutto nelle improvvisazioni, che a volte temo perché ho un confronto diretto con gli altri che tirano fuori le loro carte migliori e bisogna sforzarsi per non restarne soggiogati. I momenti più ilari sono stati quelli durante le prove dello spettacolo dello scorso anno, Peter Pan, dove le risate si mischiavano al panico dello spettacolo imminente e ci rendevano un gruppo unito.

Hai qualche attore che ammiri in particolare?                                                                                                     
Ammiro molti attori, come Anna Magnani, ma non viaggio a preferenze perché ognuno i loro ha qualcosa che lo rende originale.


Intervista raccolta da
Benedetta Bulgarini, 3E

lunedì 27 maggio 2019

Green Book

Green Book, realizzato dal regista Peter Farrelly, ha vinto il premio Oscar 2019 per il miglior film.
Racconta l’amicizia tra due persone realmente esistite: un buttafuori italo-americano, Tony Lip, e un pianista afroamericano, Don Shirley,  nell’America degli anni Sessanta.
I personaggi sono interpretati da Viggo Mortensen, per la parte di Tony Lip, e Mahershela Ali, nel ruolo di Don Shirley.

Don deve intraprendere una tournée nel sud degli Stati Uniti, che a quel tempo erano ancora molto razzisti, e assume Tony come autista per sei settimane.
Il titolo del film è ispirato ad una guida per i viaggiatori di colore negli Stati del Sud. Essa serviva ai neri per viaggiare senza essere picchiati, aggrediti o addirittura arrestati. Il “Green Book” segnalava infatti i locali, gli hotel e i luoghi pubblici riservati alle persone di colore.

domenica 5 maggio 2019

Licia Troisi e le magiche Cronache del Mondo Emerso


Licia Troisi  nata a Roma nel 1980 è la scrittrice fantasy italiana più famosa al mondo. 
Ha ottenuto il suo successo con le saghe come: “Il mondo emerso”  di cui tratterò in questo articolo, La ragazza drago, I regni di Nashira e La saga del dominio. È laureata con una tesi sulle galassie nane e attualmente collabora con l’università di Roma di Tor Vergata in quanto astrofisica. 
Scrive i suoi libri con un linguaggio esaustivo e pieno di aggettivi.
Oggi vi esporrò il primo episodio de Le Guerre del  Mondo Emerso, intitolato La Setta degli Assassini. La prima edizione fu pubblicata nel 2006 dalla Arnoldo Mondadori a Milano.

lunedì 8 aprile 2019

La Giornata della Memoria 2019, esperienza di un'attrice.

A partire da dicembre, si era formato un piccolo gruppo di attori e attrici (tra cui anche io), che hanno dato vita, con la collaborazione entusiastica della Professoressa Petrucci, a una rappresentazione commemorativa della Giornata della Memoria, che è andato in scena il 29 gennaio in esclusiva per le classi terze. 
Con la premessa che il tutto è stato messo in piedi con poco tempo e persino la regia generale è stata montata la mattina stessa, è stato davvero bello da rappresentare e toccante da guardare. 

L’idea generale era abbastanza semplice: un insieme ben amalgamato di poesie e interventi che “immergevano” lo spettatore in quella che è stata una tragedia umana senza precedenti che ha fatto 6 milioni di vittime innocenti solo fra gli ebrei. 
La professoressa Petrucci aveva strutturato la sequenza dei brani in un grande “imbuto”: 
Dalla notte dei cristalli, allo sterminio e alla soluzione finale, fino alla liberazione, che però resta velata di malinconia date le famiglie che cercavano i parenti superstiti che nella maggior parte dei casi, non trovarono. 
Il tempo ci è stato avverso fin da subito, ma alla fine è venuto fuori uno spettacolo di tutto rispetto. Siamo stati ben cinque ore giù a teatro: fra trucco, capelli, vestiti, e prove dell’ingresso è servita un’ora buona. L’entrata è stato uno dei pezzi di maggiore effetto. 

lunedì 1 aprile 2019

Il duro lavoro dei web influencer

Il fenomeno degli influencer si sta diffondendo sempre di più, soprattutto tra gli adolescenti, perennemente impegnati con i loro smartphone sui vari canali social, insomma sempre online!

Ma chi sono e cosa fanno gli influencer?
Gli influencer non sono dei VIP, ma persone comuni che conducono una vita normale e la mostrano sul web ai loro follower, cioè alle persone che li seguono.
Si diventa influencer raccontando delle “storie” e concentrandosi su un tema specifico, che può essere: 
l’apparenza (viene messo in evidenza il fisico, la bellezza); il saper vestire (come scegliere l’outfit giusto per ogni occasione); videogiochi; tecnologia; cibo, ecc.
In poche parole, l’influencer crea contenuti, che possono essere video, foto o blog, per il proprio pubblico (che commenta o risponde con i "like").
In questo modo, però, può condizionare ed “influenzare“ le scelte e i gusti di acquisto di chi lo segue e tutto questo potere non poteva passare inosservato!

lunedì 25 marzo 2019

Le librerie indipendenti, un'intervista.

Mi capita spesso di entrare in una grande libreria e curiosare tra gli scaffali, sfogliare diversi libri per ragazzi, leggere i titoli e la prefazione, osservare la copertina… ma quando poi chiedo consiglio al commesso della Mondadori (più confuso di me), esco dalla libreria delusa, senza aver scelto il mio libro.

E allora mi viene in mente la piccola libreria sul corso di Grottaferrata, dove il libraio proprietario sa sempre cosa suggerirmi. E quando esco da lì sono contenta di aver scelto il mio libro, senza mai pentirmene. Infatti quando ci rivolgiamo alla libreria del nostro paese abbiamo molti vantaggi:

1) Il librario conosce i nostri gusti e ci sa consigliare.                                   

2) Abbiamo la libreria vicino casa, senza andare nei centri commerciali, e quindi senza affrontare traffico e smog.

3) Se la libreria di paese chiude, siamo costretti ad andare sempre nei centri commerciali. Verranno poi aperti altri centri commerciali togliendo spazi e soldi che potrebbero essere usati in modo diverso.

martedì 19 marzo 2019

Fermo didattico 2019 - Pillole #2


Durante la settimana di fermo didattico, abbiamo frequentato un laboratorio con la prof.ssa Agnesa nel quale abbiamo letto degli articoli tratti dalla rivista “Il Venerdì”.
Vi parliamo dei più interessanti.
(continua dal post precedente)

"Le balene spiaggiate"
Oggi abbiamo sfogliato delle riviste e due nostri compagni, Francesco della IA e Lorenzo della IB hanno trovato un articolo molto interessante sulle balene piaggiate.
Ci hanno detto che ogni anno muoiono centinaia di cetacei sulle spiagge di tutto il mondo.
Lorenzo ha aggiunto che l’Italia è la seconda più colpita da questo fenomeno dopo la Nuova Zelanda.
Qual è la causa di questi cetacei a riva?
L’inquinamento, i cambiamenti climatici, le collisioni con le imbarcazioni, la pesca con le reti poco selettive che catturano i delfini.

venerdì 8 marzo 2019

Fermo didattico 2019 - Pillole #1



Durante la settimana di fermo didattico, la professoressa Agnesa ci ha invitati a leggere alcuni numeri della rivista “Il Venerdì”. Sfogliando le pagine, ecco che cosa abbiamo scoperto.

 “Svizzera: il segreto dei bambini schiavi”
Gaia della 2A ha trovato un articolo che rivela un segreto orribile ovvero che la Svizzera ha custodito per due secoli; dal 1800 al 1980. Si tratta della situazione di migliaia di bambini strappati alle loro famiglie di origine solo perché povere o perché i genitori erano divorziati oppure perché le madri erano da sole. Essi venivano affidati a pagamento ai contadini, i quali li massacravano di lavoro, botte o ne abusavano. In alcuni mercati venivano venduti come bestie, come schiavi. La Confederazione elvetica ha impedito per tutto questo tempo, anche ai diretti interessati oltre agli storici, di indagare sul fenomeno. Soltanto in questi ultimissimi anni sono arrivate le scuse e una discussione sulle cifre dei risarcimenti. Alcuni di loro, diventati adulti, hanno raccontato che solo l’amore per gli animali e per la natura li hanno aiutati in quegli anni così tristi. Un altro ci dice che ha imparato ad amare prima gli animali e poi gli esseri umani.

giovedì 28 febbraio 2019

La dipendenza dal cellulare

La dipendenza è l’incapacità di fare a meno di qualcosa, come il cellulare.

Di solito noi ragazzi vogliamo il cellulare non per bisogno, ma per moda. Sin dalle scuole elementari cominciano ad averlo tutti e diventa importante, per non rimanere fuori dal gruppo

Capita spesso che quando ci si vede, si parli di discorsi fatti sulle chat di classe e non farne parte ti fa sentire escluso, questa penso che sia la motivazione principale che ci spinge a volerlo.

La maggior parte dei genitori lo comprano ai loro figli per non sentirli lamentare o per non passare dalla parte dei "cattivi" e quando glielo consegnano gli dicono frasi del tipo: "Usalo con cautela!", oppure  "Speriamo che tu ne faccia buon uso!".  

sabato 9 febbraio 2019

Stereotipi di genere

Molte persone credono che alcuni mestieri, sport, giochi, capi d’abbigliamento, siano adatti solo ai maschi o solo alle femmine. Ovviamente è tutto falso e cercherò di dimostrarlo.

Ci sono molti esempi ma secondo me uno di questi è importantissimo:

LA CODA DI CAVALLO!
Ora è considerata una pettinatura più femminile che maschile, ma la sua storia è molto diversa.
Prima era un’acconciatura che potevano portare SOLO i maschi perché era un segno di valore e potere, infatti quando si sottometteva un popolo si rasavano i capelli ai prigionieri. 
Comunque sapete chi ha rivoluzionato la coda di cavallo?
È stata BARBIE... sì, proprio lei: la bambola è stata inventata da un padre svedese per sua figlia e doveva rappresentare proprio lei da grande.